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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

LETTA FERMA L'IMU. MA FERMERA' ANCHE IL BLOCCO DEGLI STIPENDI PUBBLICI PER ALTRI DUE ANNI?

L'IMU e' sospesa, ma il blocco degli stipendi dei pubblici dipendenti va avanti!

 

Monti non ha dimenticato che le manovre finanziarie 2010/2011 consentono di prorogare per altri due anni (fino al 2014) la contrattazione nazionale, le progressioni economiche, il taglio delle risorse per il trattamento accessorio, i tetti individuali 2010 allo stipendio e nemmeno il blocco della rivalutazione dell'indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2013/2014.

Così ha preparato il DPR (leggi lo schema di  DPR) che il 17 aprile ha avuto anche il via libera del Consiglio di Stato (parere 1832/2013).

Ora la palla passa a Letta. Firmerà?

Il Consiglio di Stato ha detto che va tutto bene, fatta eccezione per la sola questione del blocco dell'indennità di vacanza contrattuale (Ivc), che pur non comportando l'azzeramento dell'Ivc, ma solo il blocco del suo incremento, non sarà di fatto calcolata sul tasso di inflazione del 2013 e del 2014, ma su quello del 2012. Secondo i giudici non è infatti chiaro se gli effetti del blocco sono recuperabili oppure no. E se il recupero non fosse possibile, secondo i giudici amministrativi, si potrebbero creare spunti per il contenzioso con potenziale soccombenza dell'amministrazione.

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