I concorsi pubblici per reclutare personale in prospettiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza devono cambiare. Per acquistare quella capacità di attrazione che in questo momento, dati alla mano, non stanno avendo. A cambiar pelle dovrà essere non solo il cosiddetto Concorso Sud, bandito per reclutare 2800 tecnici funzionali al Pnrr nelle regioni del Meridione, ma anche gli altri concorsi delle pubbliche amministrazioni che stanno scontando una contraddizione di fondo: essere rivolti a profili di alta specializzazione ai quali però si offre un orizzonte temporale di assunzione a tempo determinato (al massimo tre anni più due) e un livello di stipendio medio-basso.

 Rispondendo al question time alla camera, il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta ha auspicato un rapido cambio di passo sui concorsi pubblici che per il momento stanno tutti scontando una bassa affluenza di partecipanti e una bassa percentuale di idonei. «Era corretto prevedere l'assunzione di tecnici con esperienza e poi offrire loro un posto a termine con retribuzione medio-bassa?», si è chiesto il ministro, ribadendo nell'aula di Montecitorio dubbi già espressi nel corso della recente audizione in Senato sul decreto Reclutamento (si veda ItaliaOggi del 2 luglio). «La scopertura maggiore è avvenuta proprio sui profili tecnici, sugli ingegneri, sulle specializzazioni», ha detto. «Molto probabilmente dovremo cambiare modo di offrire occasioni di lavoro, tipologie e specializzazioni, anche alla luce del Pnrr, proprio per incontrare una domanda che attualmente non c'è», ha proseguito il ministro.

 di Francesco Cerisano da Italia Oggi

15 Luglio 2021

 

Sul Concorso Sud, voluto e finanziato dal precedente governo M5S-Pd e in particolare dall'ex ministro per il sud Giuseppe Provenzano, Brunetta ha respinto le accuse di aver messo in piedi una selezione discriminatoria verso i giovani e i disoccupati. Rispondendo all'interrogazione della deputata M5S Vittoria Baldino, il ministro ha ribadito come si trattasse di un concorso «finanziato e voluto per specifiche professionalità tecniche. Nulla per i giovani neolaureati o per i disoccupati». «Noi abbiamo attuato nella sua interezza l'impianto voluto dal ministro Provenzano», ha spiegato Brunetta. «Abbiamo unicamente realizzato il concorso in termini digitali, come prevedeva la riforma contenuta all'articolo 10 del decreto 44/2021, e ci siamo impegnati per concluderlo in 100 giorni, cosa che puntualmente è avvenuta. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: non si sono coperti tutti i posti messi a concorso. Si tratta di un flop? Si potrebbe anche dire che il concorso è stato serio, rigoroso, e che ha dato origine alla copertura di quasi la metà dei posti disponibili».L'altra metà dei posti non assegnati con la selezione appena conclusa, ha annunciato Brunetta al question time, saranno messi a bando con un nuovo concorso in autunno.

 

Il ministro ha inoltre lasciato agli atti il testo dell'ordinanza n. 3833/2021 del Tar Lazio, che, nel respingere la richiesta cautelare di annullamento della modifica del bando del concorso Sud presentata a corredo di un ricorso collettivo, ha confermato la legittimità dei provvedimenti impugnati, con particolare riferimento sia ai criteri che hanno indotto il Dipartimento della Funzione pubblica a modificare il bando, riconosciuti pienamente aderenti ai principi meritocratici, sia alla precisazione che la modifica non ha leso i diritti dei partecipanti. Il collegio ha confermato come la scelta operata inizialmente dall'amministrazione di ammettere soltanto un numero di candidati pari al triplo dei posti fosse tesa a ottimizzare la procedura.

 

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