Sedi vuote e bandi assenti così i segretari comunali passano la vita “a scavalco”

La denuncia. La Fedir nel frattempo scrive alla Prefettura di Palermo:

«Gravi irregolarità nell’assegnazione dei posti sparsi in 391 Comuni»

Sedi vacanti in attesa del bando, affidate a scavalco a professionisti sicuramente preparati, ma che non hanno sostenuto il corso-concorso per l’abilitazione alle sedi di classe superiore che dà il titolo per occuparle; la mancata pubblicazione nella sezione dell’albo regionale della Sicilia degli elenchi, distinti per classe, dei titolari di sede, dell’elenco delle figure in disponibilità, dei segretari a scavalco, dell’indice delle sedi convenzionate e vacanti. Sono i punti del disagio dei segretari comunali siciliani raccolti dalla Fedir dipartimento Segretari, che li ha di recente rappresentati all’Utg Prefettura di Palermo - Albo dei segretari comunali e provinciali, attraverso una nota con oggetto “Gravi irregolarità nella assegnazione delle sedi di segreteria vacanti”. Un documento delicato e inequivocabile che porta le firme di Maria Concetta Giardina, segretario nazionale Fedir dipartimento Segretari e di Elisa Petrone, segretario generale del sindacato Fedirets. Inevitabile chiedersi cosa accade, in diversi dei 391 Comuni siciliani, a questa vitale articolazione della macchina amministrativa. E vitale, in questo caso, non è un aggettivo sovradimensionato, dal momento che tocca ai segretari comunali verificare la legittimità sostanziale e la correttezza formale degli atti licenziati e salvaguardare la legalità nella gestione degli enti locali e per farlo sono tenuti a esprimere pareri su delibere e provvedimenti di sindaco, Giunta e Consiglio, coordinare l’attività dei dirigenti. Accade, in altre parole, che invece di chiedere la pubblicizzazione della sede per l’individuazione di un segretario titolare, i sindaci preferiscono avvalersi, con l’istituto dello “scavalco”, di un professionista titolare in altra sede. Questa prassi amministrativa, ancorché autorizzata e diffusa, consente a molti segretari titolari di sedi “minori” di guidare Comuni più popolosi, pur non avendo ancora affrontato il corso che abiliterebbe al passaggio di fascia, essendo la “A” riservata ai Comuni con più di 65mila abitanti, la” B+” da 10 a 65mila, la “B” da 3 a 10mila, la “C” sotto i tremila. Da quando, nel ’97, il segretario comunale non è più un dipendente dello Stato, ma dell’Agenzia per la gestione dell’Albo, salvo rientrare nei ruoli del ministero dell’Interno a seguito dell’improvvida soppressione dell’Ages, la figura si è indebolita e la facoltà riconosciuta ai sindaci di nominare il segretario tra gli iscritti all’Albo ha complicato il quadro e aperto la strada anche a scelte peregrine. È quanto avvenuto, per dirne una, nell’orientalissima Vittoria, dove a scavalco, nei mesi scorsi era stato “paracadutato” il titolare dalla più che occidentale Partinico. L’incongruenza (se non altro sotto il profilo del buon senso in considerazione della distanza tra i due centri), in questo caso non è passata inosservata tanto da essere sanata con l’emissione del bando, dopo la richiesta di annullamento dell’incarico avanzata dalla Fedir. La situazione è stata ulteriormente complicata dalla facoltà data ai sindaci di avvalersi di un vicesegretario “supplente”; figura interna all’amministrazione stessa e per ciò stesso “permeabile” alle esigenze della politica. Il sindacato dei dirigenti degli enti territoriali, comunque non molla la presa ribadendo che «in termini più generali deve reiterarsi la richiesta della piena osservanza dei criteri di assegnazione delle sedi vacanti che ad oggi sono numerose (Palagonia, Scicli, Pozzallo, Ispica, Misterbianco, Bronte, Randazzo, Menfi, Partanna, Troina, Barrafranca, Mazzarino, Menfi, Riesi…. per citare solo quelle dei Comuni più popolosi) e l’utilizzo dei segretari in disponibilità in modo coerente alle fascia di appartenenza».

di Nino Arena da LA SICILIA

5 Agosto 2021

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