Proposta di emendamento all’art. 128 del Disegno di Legge di bilancio 2023: eliminazione della spesa per la funzione di segreteria comunale e provinciale dai limiti di “spesa per personale”

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Prot. 713                                                                                                                                  Roma, 28 Novembre 2022

ALL’ANCI NAZIONALE

ALLE ANCI REGIONALI

ALL’ALBO NAZIONALE DEI SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI

- loro sedi -

 

Oggetto: Proposta di emendamento all’art. 128 del Disegno di Legge di bilancio 2023: eliminazione della spesa per la funzione di segreteria comunale e provinciale dai limiti di “spesa per personale”.

Il Dipartimento Segretari Comunali e Provinciali di FEDIR, facendo seguito alla propria nota prot. 694 del 28.10.2022, intende apportare un contributo costruttivo ai dibattiti già in corso sia sul tema del “rafforzamento della capacità amministrativa delle P.A. funzionale all'attuazione del PNRR” (vedasi D.L. 80/2021) che quello della spesa per personale sostenuta dagli enti locali, ed in particolare per gli emolumenti del Segretario Comunale o Provinciale.

 A tal fine propone il seguente emendamento da apportare art 128 del Disegno di Legge di Bilancio, così da espungere la spesa del Segretario - funzione obbligatoria prevista dall’art. 97 del D.Lgs. 267/2000 e figura apicale presso gli enti locali - dai limiti generali legislativamente fissati per tutto il personale in servizio presso gli stessi, con i molteplici effetti positivi descritti nella seguente relazione illustrativa.

 TESTO DELL’EMENDAMENTO al Disegno di Legge di Bilancio 2023:

 “All’articolo 128, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma: 

  1. Ai fini dell’attuazione del PNRR, dal 1 gennaio 2023 e per tutta la durata del Piano stesso, gli oneri stipendiali connessi al trattamento fondamentale ed accessorio del Segretario comunale e provinciale titolare di sede non concorrono a definire i limiti di spesa del personale degli enti locali”.

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

 I limiti di spesa attualmente previsti e sui quali l’emendamento inciderebbe, sono quello complessivo per il personale (id est media della spesa del triennio 2011-2013 o del 2008 per i comuni con meno di 1.000 abitanti) e quello specifico inerente il salario accessorio (id est limite di spesa del 2016).

Nell’ordinamento si rinvengono analoghe esclusioni per legge dalla spesa di personale degli enti locali di categorie di soggetti o altri specifici istituti (es. L. 68/99, incentivi tecnici etc.)

L’approvazione dell’emendamento comporterebbe inoltre i seguenti positivi effetti per raggiungere le finalità che si prefigge: 

  • Per la presa in servizio dei Segretari Comunali o Provinciali quale titolari di una sede di segreteria singola o convenzionata, gli Enti Locali dovranno rispettare solo la soglia demografica derivante dalla sommatoria dei propri residenti ed i propri equilibri di spesa corrente, ma non più anche il limite complessivo per le spese di personale, ad oggi fissato dalla L. 266/2006 art. 1 co. 557 e ss (media triennio 2011-2013 o 2008 per Comuni con meno di 1000 abitanti). L’eliminazione del vincolo consentirebbe di reinvestire nella figura del segretario, sussistendone i margini di bilancio, anche quegli enti la cui spesa ne fosse stata, per varie ragioni, tra cui il rispetto del limite, storicamente limitata (es. segretari in convenzione tra molti enti o utilizzati solo a “scavalco”). Nei piccoli enti, in cui la spesa per il segretario incide proporzionalmente di più rispetto a quelli con maggiori dimensioni e dipendenti, tale esclusione agevolerebbe nettamente l’immissione in servizio dei neo iscritti all’albo, ad oggi ostacolata anche dal rispetto di tale limite. Al fine di conseguire i risultati che si prefigge, il testo dell’emendamento limita espressamente l’esclusione dalla spesa per personale solo per il conferimento di incarichi a “titolari di sede” di segreteria, anche in convenzione, per evitare che gli enti locali ne beneficino anche per temporanee soluzioni di ripiego quali, l’utilizzo di reggenti, segretari a scavalco o vice-segretari: senza tale precisazione si rischierebbe infatti, e paradossalmente, di incentivare anziché disincentivare il ricorso a queste ultime soluzioni “temporanee” in luogo della nomina di titolari di sede.
  • Il testo dell’emendamento utilizza l’espressione al plurale di “limiti di spesa” per ricomprendevi esplicitamente anche quello specifico del salario accessorio di cui all’art.  23, comma 2 del D.lgs n. 75/2017 (anno 2016), oltre a quello generale di cui alla L. 266/2006: la retribuzione di risultato del segretario comunale e provinciale ed altre voci di carattere accessorio/discrezionale, quali la maggiorazione dell’indennità di posizione (riconosciuta ad esempio  ai segretari cui è anche affidata una responsabilità gestionale diretta), rientrano attualmente nel limite complessivo del salario accessorio dei dipendenti dell’ente locale; con l’esclusione anche da tale limite apportata dall’emendamento, gli enti potrebbero riconoscere tali voci accessorie anche a quei segretari titolari di sede che attualmente non ne possono beneficiare, soprattutto in piccoli enti, per rispetto del limite complessivo al trattamento accessorio; lo scomputo di tali importi genera altresì un “margine” di spesa per salario accessorio di pari importo potenzialmente utilizzabile, a discrezione dell’amministrazione qualora gli equilibri di bilancio lo consentano, per incrementare il salario accessorio dei dirigenti e/o dei responsabili di posizione organizzativa e/o dei dipendenti (es. per incrementi del fondo di parte variabile, progetti obiettivo etc.);
  • L’emendamento è stato contestualizzato ad una specifica vigenza temporale, quella del PNRR, sia per coerenza di finalità con quelle generali dell’articolo in cui se ne propone l’inserimento, ma anche per scongiurare che, senza tale precisazione, venga inteso come norma di interpretazione autentica e dunque di applicazione retroattiva, andando a vanificare i riflessi positivi finora esposti:  diversamente, infatti, comporterebbe un ricalcolo dei medesimi limiti senza la spesa per il Segretario Comunale e provinciale;
  • lo “spazio” lasciato libero nella “spesa per personale” togliendovi quella per il segretario comunale e provinciale, incide inoltre positivamente nelle attuali formule di calcolo delle facoltà assunzionali degli enti locali, fino a poterne determinare un incremento. Ciò in quanto tali facoltà sono oggi di natura esclusivamente finanziaria e la spesa per personale ne rappresenta uno dei parametri più rilevanti ai sensi del D.M. 17 marzo 2020, attuativo dell’art. 33, comma 2 del D.L. 34/2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 58 del 2019 (in luogo della precedente regola del “turn over” in funzione delle cessazioni intervenute). Il riferimento va ovviamente al potenziale incremento delle facoltà assunzionali di “altre” figure professionali presso l’ente, essendo invece il Segretario una figura unica nell’ente locale che il Comune, la Città metropolitana o la Provincia non può certamente duplicare e la cui spesa rappresenta un elemento statico nel proprio bilancio.

Distinti Saluti

IL SEGRETARIO DIPARTIMENTO FEDIR Segretari Comunali e Provinciali

Maria Concetta Giardina

IL SEGRETARIO GENERALE FEDIR

Elisa Petrone

NOTA ALL' ALBO PROT. 712 DEL 25.11.2022 SUL CONCORSO PER SEGRETARIO COMUNALE "COA 2021"

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Nella giornata del 23 novembre u.s. si sono svolte le prove scritte per il concorso da segretario comunale - COA2021 che hanno destato nei candidati e nell’intera categoria vivaci interrogativi circa la percezione del ruolo che la figura del segretario comunale riveste all’interno dell’ente locale e ciò in relazione ai quesiti estratti.

Ci si riferisce in particolare alla previsione, nell’ambito della seconda prova scritta, delle seguenti tracce:

  • Sostituto di imposta e responsabile di imposta.
  • Traslazione di imposta.

Si tratta, evidentemente, di argomenti di diritto tributario che, seppure ricompresi nel bagaglio delle materie che il (candidato) segretario comunale è chiamato a conoscere per la multidisciplinarietà di attività che lo contraddistingue, tuttavia destano perplessità per la scarsa attinenza con le mansioni e funzioni di cui è quotidianamente investito, specie nei Comuni medio piccoli nei quali inizia la propria attività.

Tanti gli interrogativi che sorgono spontanei sui motivi che sottendono alla scelta di queste tracce visto che, elaborando e proponendo tali quesiti ai candidati, davvero non si è colta l’essenza della professione.

Alla luce di quanto accaduto una sola cosa ci è chiara, e cioè la distanza abissale tra le prove che i candidati avrebbero dovuto superare nei giorni scorsi e l’esperienza comune.

Quanto accaduto potrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) il sintomo di una scarsa comprensione del ruolo che il segretario comunale si trova quotidianamente ad affrontare e, in definitiva, delle funzioni stesse dell’ente locale, in aperta antitesi con la dichiarata presunta volontà di valorizzarne la figura in un’ottica di sostegno operativo al mondo delle Autonomie.

Come Sindacato, raccogliendo il pressante interrogativo che si è diffuso nella categoria e la veemente reazione da parte dei candidati, in gran misura indotti all’abbandono della prova, invitiamo codesto Albo a riflettere sulle gravi conseguenze che comporta sulla funzionalità del sistema la totale estromissione della categoria, non solo dalla gestione dell’albo stesso, ma persino dalla più elementare e basilare fase dell’accesso alla carriera, quale è appunto la procedura selettiva per l’iscrizione all’albo.

Una commissione di concorso composta solo da 3 componenti, due dei quali espressione del mondo prefettizio ed un docente della SNA, sebbene sembri attenersi agli ordinari criteri di composizione delle commissioni giudicatrici dei pubblici concorsi, di fatto comporta la deliberata esclusione di commissari che abbiano un’esperienza effettiva nelle materie oggetto del concorso. Con risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Del pari costituisce, purtroppo, l’ennesima prova tangibile da parte del Ministero dell’Interno di una conoscenza solo apparente delle variegate e sensibili funzioni affidate al segretario, ma anche una reiterata volontà di misconoscerne l’operato all’interno del sistema “enti locali”. Speriamo, anzi ne siamo certi, che non si tratti di un tentativo di penalizzare una categoria che si sacrifica quotidianamente per andare incontro alle esigenze degli Enti locali.

In un momento così delicato quale quello attuale, in cui si assiste ad una gravissima carenza nell’organico dei segretari e che vede tutte le forze politiche, in special modo quelle oggi al Governo, dichiarare il proprio impegno a colmare queste lacune a presidio del buon funzionamento del sistema, non si può non evidenziare l’ennesimo segnale di chiusura verso la categoria ed una mancata volontà di realizzare i
dichiarati intenti politici.

Tanto premesso, chiediamo un urgente incontro al Ministro e al Dirigente dell’Albo Segretari preannunciando sin d’ora il sostegno agli aspiranti segretari in ogni utile iniziativa legale mirata ad appurare se l’operato dei Commissari possa essere stato ispirato a criteri non idonei nè adeguatamente fondati sulle previsioni di concorso.

Distinti Saluti

IL SEGRETARIO DIPARTIMENTO FEDIR Segretari Comunali e Provinciali                                                           

Maria Concetta Giardina         

IL SEGRETARIO GENERALE FEDIR

Elisa Petrone

                                                                                    

Il Segretario viaggiatore… e la lunga strada che ci ha portato fin qui.

ARTICOLO TRATTO DA: 

Il Segretario viaggiatore… e la lunga strada che ci ha portato fin qui. – Le Autonomie (asmel.eu)

DI ELIA FERRERO - 03/11/2022

Ha fatto scalpore tra i segretari comunali l’articolo della Stampa del 31 ottobre dal titolo “Il segretario viaggiatore”,  il mister Wolf che si divide tra 25 paesi.

Senza dubbio la professione di segretario comunale ha subito radicali trasformazioni negli ultimi trent’anni, ma non convince affatto l’idea che il modello proposto da Enzo Carafa (il segretario dei 25 comuni ) possa essere il punto di approdo migliore per il Sistema delle Autonomie locali.

Da anni i piccoli comuni lamentano la carenza di Segretari Comunali, anche a causa dei tempi lunghissimi di espletamento delle procedure concorsuali, ( …ma anche di un sistema di nomina che spinge molto sulla mobilità tra le sedi, a danno di quelle meno appetibili ) … e dell’inciampo in una riforma che ne prevedeva l’abolizione.

Per la verità la progressione in carriera dei segretari era stata oggetto di una radicale riforma nel 1997, per effetto della Legge Bassanini (n.127/97) e del DPR 465/97[1]. Quest’ultimo aveva demandato alla contrattazione collettiva la definizione delle fasce professionali e ad essa vi aveva provveduto il CCNL del 16/5/2001, ma il sistema era poi rimasto congelato dal 2010 al 2020 per effetto del blocco della contrattazione collettiva nazionale. 

Da tempo era quindi necessaria una revisione delle fasce professionali che affrontasse il problema, e la sede naturale per attuarla avrebbe dovuto essere quella del contratto collettivo nazionale 2018/20; purtroppo la complessità del tema non si conciliava con i tempi assegnati per concludere la contrattazione e ciò indusse le parti a demandarne la trattazione ad una commissione paritetica (art.110 CCNL ), che avrebbe dovuto affrontare le diverse complessità della categoria in vista del successivo CCNL.

Purtroppo, nonostante le molteplici riunioni della commissione, e le pressoché unanimi richieste e proposte da parte tutte le sigle sindacali, gli esiti sono stati assolutamente deludenti ( qui il documento conclusivo mai condiviso dalle Organizzazioni sindacali).

È quindi intervenuto, in via unilaterale, il legislatore a cercare di risolvere i problemi dei comuni introducendo, a suon di decreti legge, deroghe ed eccezioni per facilitare l’ingresso in carriera dei vincitori di concorso.

Senza qui volersi soffermare sulle incongruenze e le contraddizioni del sistema derogatorio introdotto, il dato di fatto è comunque innegabile: sono state concluse le procedure concorsuali del c.d. Coa6 e sono stati iscritti all’albo 508 segretari, ma gli ingressi in carriera si contano con lanternino, soprattutto alle regioni del Nord in cui la carenza era e resta la più grave.

Le cause delle difficoltà dell’ingresso in carriera dei giovani colleghi sono in parte riconducibili ad una scellerata interpretazione del bando di concorso che consente ai vincitori di essere assunti anche in regioni diverse da quelle di assegnazione.

Occorre però segnalare che anche i vincitori di concorso assegnati alle regioni del Nord , e che al Nord vorrebbero lavorare,  stanno facendo molta fatica ad entrare in carriera,  sentendosi rispondere dai sindaci che non hanno risorse per pagare il segretario.

Del resto in Lombardia, in Piemonte o in Veneto ci sono comuni che sono retti a scavalco da oltre 10 anni e, se anche le risorse per lo stipendio del segretario sono storicamente ricomprese  nei trasferimenti erariali, oggi il meccanismo di computo di questi ormai fa si che se ne siano perse le tracce. Considerate le difficoltà finanziare in cui annegano ormai molti comuni, è inevitabile che si pensi di risparmiare sul segretario comunale, …che talvolta può anche essere figura scomoda, con quel fastidioso fardello dell’anticorruzione e quella antipatica fissazione di voler far rispettare le regole.

Eppure c’è qualche politico consapevole che l’occhio attento di un segretario può prevenire giudizi contabili e contenziosi e magari trovare soluzioni operative, senza ricorrere a consulenze e pareri legali.

Di recente il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la proposta di legge n. 9/2022 – primo firmatario e relatore per l’Aula la Consigliera Silvia Cestaro (Lega-LV), che propone la modifica del TUEL aggiungendo all’articolo 97 , sul Ruolo e funzioni del Segretario , il comma 6 bis, secondo cui: “Il contratto relativo al rapporto di lavoro di cui al comma 6, è stipulato al di fuori della dotazione organica ed i relativi oneri non concorrono a definire il limite di spesa del personale”. 

Si tratta senza dubbio di una proposta degna di nota, che ci si augura il nuovo governo vorrà esaminare e fare propria . 

Sarebbe un importante primo passo per recuperare il Sistema delle Autonomie dalla deriva in cui ormai da tempo è stato relegato. 

Partendo proprio dal segretario comunale e dalle funzioni che questo dirigente svolge  (vertice della macrostruttura locale ed al tempo stesso garante della conformità alla legge della attività amministrativa , con funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo,  e figura di raccordo tra lo Stato e le Istituzioni Locali, tra l’apparato politico locale e la struttura organizzativa) , una sigla sindacale dei segretari ( FEDIR qui la nota) ha proposto di puntare proprio su questa figura affinché possa fungere da impulso e raccordo con il territorio, anche al fine di favorire l’associazionismo dei servizi locali e l’aggregazione degli uffici, nel rispetto dell’autonomia locale.

A fronte dell’evidente fallimento di tutte le riforme volte a favorite l’associazionismo,  e per salvare i piccoli comuni che pure hanno dimostrato durante l’emergenza covid di essere più che importanti, sarebbe utile pensare alla funzione segretariale come funzione fondamentale, e introdurla all’interno dei cosiddetti fabbisogni standard di spesa. In tal modo sarà evidente che la spesa è comunque sostenuta dallo Stato, ma attraverso un sistema di trasferimenti adeguati e dimensionati in base al numero degli abitanti, individuando magari dei limiti dimensionali entro cui queste funzioni possano essere adeguatamente svolte. 

“Puntare sulla figura del segretario comunale per aiutare gli enti locali più piccoli a rafforzarsi ed evolvere verso un modello analogo a quello francese, può essere la strada giusta per uscire dall’impasse che oggi vede i piccoli comuni sempre più abbandonati a se stessi.”

I Segretari sanno bene che non sempre le soluzioni più lineari trovano terreno fertile , ma del resto non possono esimersi dal proporle , neanche quando vestono i panni dei sindacalisti.


[1] “Per premiare il merito”, direbbe qualcuno oggi, ma il Ministro era di centro-sinistra….

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