L’11 dicembre si è tenuta, presso la Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome, una riunione fra Comitato di Settore Comparto Regioni – Sanità e Organizzazioni Sindacali del Comparto e dell’Area delle funzioni locali, al fine di avviare un primo confronto sugli atti propedeutici all’avvio della contrattazione 2025-2027.
Questa riunione ha rappresentato un vero e proprio cambio di passo rispetto al passato, in cui non c’è mai stato alcun confronto pubblico con le OOSS sugli atti di indirizzo, da sempre elaborato dai datori di lavoro in via unilaterale.
Altro cambio di passo è aver convocato in Conferenza Stato Regioni uno specifico tavolo – disgiunto dalla componente sanitaria - per la dirigenza di Comuni e Regioni unitamente alla parte tecnico amministrativa del SSN, esattamente come prevede il CCNL dell’Area Funzioni Locali.
Per la prima volta, dunque, la componente tecnico / professionale / amministrativa ha potuto esaminare ed esplorare le proprie tematiche senza che i confronti fossero egemonizzati dalla componente sanitaria dirigenziale e di comparto.
Il Segretario Generale Fedir, Elisa Petrone, nel corso della riunione, ha perciò espresso apprezzamento per il nuovo percorso inaugurato dal Presidente Marco Alparone, che vede le Organizzazioni Sindacali discutere anticipatamente l’Atto di Indirizzo al nuovo contratto.
Le più urgenti ed importanti tematiche poste dalla Fedir all’attenzione del tavolo e del Comitato di Settore sono state:
- Armonizzazione del trattamento economico: non è possibile continuare ad avere, per dirigenti che svolgono funzioni analoghe trattamenti economici enormemente differenti.
Fedir ha rappresentato I numeri ufficiali della Ragioneria dello Stato, che dimostrano come all’interno dello stesso contratto di lavoro (AREA FUNZIONI LOCALI) esiste un profondo gap stipendiale che pone impietosamente in fondo alla classifica la dirigenza Professionale/Tecnico/Amministrativa (in acronimo PTA) del SSN (con 83.000,00 euro medi annui) seguita a stretto giro dai segretari comunali (con 86.000,00 euro medi annui) rispetto alla dirigenza comunale e regionale che invece ha lo stesso stipendio medio annuo (€. 109.000,00) dei dirigenti ministeriali di prima fascia.
E non è certo un caso che questa categoria di personale è sempre più interessata da un fenomeno di fuga che sta mettendo in seria crisi l’apparato amministrativo di macro-organizzazione delle Aziende Sanitarie senza il cui corretto funzionamento la Sanità non potrà mai funzionare.
Ciò che di positivo è emerso dal giro di tavolo è che anche tutti i sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL), contrariamente agli altri sindacati autonomi (CSA e DIRETS) hanno posto l’accento sulla urgente necessità di mettere in campo misure perequative per accorciare l’enorme gap stipendiale della dirigenza PTA e di frenarne la fuga dal SSN. Fedir ha chiesto senza perifrasi un chiaro impegno della Conferenza delle Regioni / Sanità ad appoggiare gli emendamenti che solo Fedir sta presentando in Parlamento per rifinanziare i fondi contrattuali della PTA.
- Incarichi Multiaccesso (Art.26 del CCNL dell’Area Sanità, triennio 2019 – 2021).
Il multi-accesso agli incarichi dirigenziali, per come disciplinato, sta comportando il progressivo quanto illegittimo trasferimento e spossessamento di competenze tipicamente gestionali amministrative e tecniche) a favore di dirigenti medici o sanitari che oltre a non avere specifiche ed approfondite competenze in normative amministrative, gestione finanziaria o sistemi IT complessi, tipiche della PTA, vengono sottratti indebitamente alle funzioni proprie (clinico assistenziali) per le quali sono state assunti.
Gli incarichi multi-accesso:
- a)sottraggono risorse alle funzioni di assistenza e cura;
- b)sottraggono di fatto posizioni, specialmente se di vertice, ai dirigenti PTA con accentuazione della marginalizzazione della specificità PTA, percepita come fungibile o facilmente sostituibile da figure con background clinico-sanitario;
- c)crea un grande vulnus di coerenza contrattuale e disallineamento normativo considerato che le regole sul multi-accesso sono definite nel CCNL dell'Area Sanità (Medici e Sanitari) ma impattano sulla dirigenza (PTA) appartenente ad altro CCNL. Ciò comporta anche che, quando vengono emanati i bandi per la selezione, per esempio di un incarico di struttura, l'applicazione di tali regole ai dirigenti PTA imporrebbe a questi ultimi requisiti (es. 5 anni di servizio e superamento della verifica del Collegio Tecnico) non pienamente coerenti o allineati con le previsioni dello specifico CCNL dell'Area delle Funzioni Locali;
- d)crea un grande danno erariale perché distrae figure sanitarie alle specifiche competenze per le quali sono state assunte e perché le stesse continuano a percepire indennità specifiche (rapporto esclusivo ed indennità di specificità medica) la cui erogazione è strettamente connessa a funzioni assistenziali non più erogate;
- e)crea una ingiustificata disparità di trattamento perché per le stesse funzioni il sanitario viene retribuito con indennità non riconosciute se a rivestire l’incarico è un dirigente PTA.
Fedir, nel dichiararsi disponibile ad una disciplina di tale tipologia di incarichi che ponga dirigenza sanitaria e dirigenza PTA sullo stesso piano giuridico ed economico, ha chiesto con nettezza l’abolizione dell’art 26 del CCNL Area Sanità 2019/2021.
- Incarichi a interim e in sostituzione. Fedir ha rimarcato come negli ultimi anni si stia verificando l’anomalo e deplorevole abuso dell’utilizzo degli incarichi ad interim o in sostituzione, in assenza di titolare, ben oltre i limiti temporali consentiti. Fenomeno già dilagante per la dirigenza delle Regioni e degli Enti Locali, per la dirigenza sanitaria, ma ancor più grave per la dirigenza PTA per la quale la copertura degli incarichi, specialmente di struttura complessa, non è subordinata a procedure concorsuali di livello nazionale ma a meri avvisi interni che richiedono tempi brevissimi di espletamento. Eppure, per la PTA, il CCNL, per mera emulazione della dirigenza sanitaria, consente incarichi provvisori anche per diciotto mesi, peraltro ampiamente derogato senza alcuna oggettiva necessità ma con inevitabili effetti relativi a:
- diminuzione delle opportunità di progressione di carriera o dilazione nel tempo della stessa, con conseguenze anche sulla retribuzione e sul futuro trattamento pensionistico della dirigenza PTA;
- riduzione, nei fatti, dell’autonomia del dirigente che rimane sotto ricatto di una futura e promessa progressione di carriera;
- precarietà nella definizione e nel perseguimento degli obiettivi della struttura.
Fedir ha quindi evidenziato la necessità di introdurre alcune modifiche al Contratto che regolamentino l’interim e la “sostituzione”, che si riportano a titolo esemplificativo:
- limitare la tempistica massima degli interim (che hai detto) sia per la dirigenza PTA sia per la dirigenza RAL;
- stabilire il numero massimo di incarichi ad interim assumibile dal singolo dirigente;
- aumentare la retribuzione degli interim (oggi dal 15 al 30%, la proposta è quella di definire dal 30% al 50% della retribuzione di posizione);
- stabilire che l'interim non è obbligatorio, e che può essere accettato o rifiutato dal dirigente;
- per la dirigenza PTA: rendere coerente i tempi delle sostituzioni con le specificità della dirigenza PTA e quindi di accorciare sensibilmente i tempi massimi per l’espletamento delle procedure di selezione dei titolari, e ridurre il tempo massimo di durata degli incarichi ad interim o in sostituzione riaffermando il loro carattere assolutamente eccezionale da motivare adeguatamente.
Positivo è stato il riscontro colto al termine della riunione quando il Presidente Alparone ha definito storici i problemi della PTA che tornano in ogni discussione e che non è possibile avere dirigenti della pubblica amministrazione che svolgono le stesse funzioni e che hanno un gap stipendiale così elevato.