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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

FEDIR SANITA' SABATO 27 IN PIAZZA

FEDIR SANITA’ IN PIAZZA CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO 

Anche Fedir Sanità è scesa in piazza il 27 ottobre per manifestare contro i tagli indiscriminati decisi dal governo su tutto il Sistema sanitario nazionale. Uniti dallo slogan “Diritto alla cura diritto a curare” tutte le sigle sindacali si sono unite in un lungo corteo partito da piazza della Repubblica, fino al Colosseo. Insieme, in una giornata definita “storica” 20 mila tra medici, sanitari, sindacati della sanità, tecnici e amministrativi, precari e specializzandi per contrastare una manovra che di fatto ostacola il lavoro degli operatori sanitari, blocca il miglioramento dei servizi e rende difficile anche l’acquisto delle attrezzature necessarie. Oltre ai sindacati di categoria hanno aderito Federconsumatori, Il Tribunale dei diritti del malato di Cittadinanzattiva, il segretario del Pd Pierluigi Bersani, Riccardo Nencini del Psi, il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, il Forum Salute di Sel, parlamentari di Pd, Pdl e Idv, gli ex ministri alla Salute, Girolamo Sirchia e Livia Turco. La giornata di mobilizzazione ha portato nella Capitale medici e sindacati di tutto il Paese e si è conclusa con una bara e una marcia funebre che ha segnato “la morte del SSN”. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha fatto sapere che ha seguito con molta attenzione la manifestazione e si è detto disponibile di incontrare, martedì 30 ottobre, una delegazione delle organizzazioni che hanno promosso l’iniziativa.

Di fatto, è bene ricordarlo, per la prima volta dal 2006, il Servizio sanitario nazionale avrà nel 2013 un finanziamento inferiore in valore assoluto rispetto all’anno precedente e di fatto inferiore al valore dell’inflazione: si passerà dal 107.880 milioni di euro del 2012 ai 107.424 del 2013. Questo è quanto si evince dal documento delle Regioni sulla manovra finanziaria del 2012. Una vera e propria batosta che nel 2013 impedirà il rispetto dei livelli essenziali di assistenza. A questo si aggiunge il taglio previsto dal ddl di Stabilità che è pari a 1,6 miliardi di euro. E a soffrirne sarà tutto il SSN.

foto palco manifestazione

Angela Corica (addetta stampa Fedir Sanità)

 

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