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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

IL TAR LAZIO DETTA LE REGOLE PER GLI INCARICHI FIDUCIARI

Musica per le nostre orecchie, per noi che da sempre combattiamo il ricorso smodato agli incarichi 15 septies e che da tempo chiediamo di rispristinare il desueto strumento del pubblico concorso.

Il Tar Lazio con sentenza n° 7481 del 21 settembre 2011 detta (ma in realtà rispolvera regole da sempre presenti nel nostro ordinamento) le condizioni per le quali le Amministrazioni possono procedere al conferimento degli incarichi ad esterni.

In sintesi:

a) una concreta motivazione, che espliciti l’assenza effettiva di professionalità interne, alla
luce di una seria ed adeguata ricognizione del ruolo;
b) una procedura trasparente, con adeguata pubblicità, per consentire in primo luogo ai
dirigenti di ruolo di candidarsi alla copertura degli incarichi da affidare, al fine di valorizzare le
professionalità esistenti, garantendo l’autonomia della dirigenza;
c) una altrettanto seria valutazione del possesso di una professionalità assolutamente specifica
in capo al soggetto esterno chiamato a svolgere l’incarico dirigenziale, come prevede l’articolo 19,
comma 6, del D.Lgs. n.165/2001;
d) l’esigenza di garantire il contenimento della spesa, attraverso il prioritario impiego delle
risorse interne.

La sentenza è stata emanata contro la giunta Polverini ma è valida per tutte le pubbliche amministrazioni per la generalità dei principi espressi.

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