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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

FEDIR SANITA' A MADIA: LA CIRCOLARE N° 6 SUI PENSIONATI VA CAMBIATA

Fedir Sanità aveva accolto con grande favore le disposizioni dell’art. 6 dl 90/2014, che vedevano accolte proposte da lungo tempo prospettate anche da noi.

Il ricambio generazionale non è infatti solo un problema dei giovani 30/40 enni ma anche dei 50/enni rispetto ad una classe dirigenziale di 70/80 enni pensionati che fatica grandemente a cedere ruoli dirigenziali detenuti per lunghissimi anni.

Ma talune disposizioni della circolare 6/2014 non ci trovano assolutamente d’accordo, non trovando alcuna giustificazione logica e rappresentando il solito aggiramento della norma.

 

 

In particolare è dato comprendere per quale motivo siano esclusi dal divieto gli incarichi ai commissari, sub commissari ed in organi di controllo.

I commissariamenti di Enti italiani non sono nella realtà eccezionali né nel numero né nella durata. Particolarmente nel Servizio Sanitario Nazionale (e specialmente per le Regioni in piano di rientro) non è infrequente né il massiccio commissariamento delle ASL né la lunghissima durata degli stessi. Né i poteri commissariali hanno confini di esercizio limitati rispetto agli ordinari. Quindi non si riscontrano né temporaneità della funzione né svolgimento di compiti specifici.       E dunque ci chiediamo: perché i pensionati dovrebbero poter svolgere come commissari quelle stesse funzioni che ordinariamente non potrebbero svolgere?

Saremo facili profeti nel prevedere nel prossimo futuro l’aumento significativo dei commissari e sub commissari in Sanità?

E quali sarebbero le motivazioni, non esplicitate nella circolare, per cui ai pensionati sono consentiti gli incarichi in organi di controllo?

        Come sempre e come in passato, fatta la legge è stato trovato il modo di raggirarla.

Ecco perchè Fedir Sanità ha chiesto al ministro Madia di correggere la circolare 6/2014. Leggi tutta la lettera 

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