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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

LA DIFFERENZA SUI MINIMI NON E' VARIABILE MA MINIMA UNIFICATA. LO DICE ANCHE L'ARAN

Dopo lunga battaglia Fedir Sanità è venuta finalmente a capo di una incresciosa faccenda che si trascinava paradossalmente dal CCNL 3/11/2005.
Moltissime Aziende, infatti,  su specifica indicazione dell'INPDAP/INPS e di passati chiarimenti dell'ARAN,  hanno estrapolato dalla retribuzione di posizione minima unificata (sulla base dell'allegato 7 al CCNL 3/11/2005) la differenza fra la minima unificata corrispondente alla retribuzione di posizione base (corrispondente cioè all'ex IX, X o XI livello DPR 384/90 goduto al 30/12/2003 e quindi prima dell'applicazione dell'art. 44 CCNL 3/11/2005) e la minima unificata che le tabelle retributive dal CCNL 3/11/2005 in poi hanno indissolubilmente e direttamente legato invece alla tipologia di incarico ricoperto (complessa, semplice, lettera C, equiparato o di base). 
 
Tale differenza (comunemente denominata e riportata in busta paga come "DIFFERENZA SUI MINIMI" o anche direttamente imputata alla variabile aziendale) essendo finanziata dal fondo di posizione (e quindi con la parte variabile della posizione) è stata illegittimamente sottratta dalle Aziende (sempre su indicazione dell'INPDAP/INPS e ARAN) alla disciplina propria della retribuzione di posizione minima unificata (come sarebbe dovuto essere) e quindi non è stata considerata nel calcolo del trattamento di fine rapporto (liquidazione IPS) con un considerevole danno economico per i dirigenti all'atto del pensionamento (specialmente gli ex IX livello con incarico di struttura complessa).
 
 
Oggi l'ARAN, a seguito della dura presa di posizione di Fedir Sanità (vedi l'allegata nota    di Fedir Lazio in occasione dell'implementazione della nuova procedura stipendiale del MEF  NoiPA) ha finalmente chiarito (vedi la nota prot.17552 del 5/12/2014  allegata     )  ciò che Fedir Sanità sosteneva da tempo e cioè che: 
 

 la differenza sui minimi,  pur essendo finanziata dalla componente del fondo di posizione destinata a remunerare l’incarico con le risorse disponibili per la variabile aziendale, è da “ritenersi a tutti gli effetti ricompresa nella retribuzione di posizione minima unificata” e che essa ha il “solo fine di consentire, in caso di passaggio ad incarico superiore, il conseguimento dei nuovi e maggiori valori di retribuzione unificata previsti per il nuovo incarico”.

 

Pertanto ab origine  e dunque dal 31/12/2003 (data a partire dalla quale l’art. 44 CCNL 3/11/2005 ha istituito la retribuzione di posizione minima unificata in relazione all’incarico svolto dal dirigente e da cui l’art. 48 ne ha previsto la valutazione ai fini dell’indennità premio di fine servizio) la retribuzione di posizione di cui all’art. 44 CCNL 2005 (e corrispondenti successivi CCNL) costituisce emolumento stipendiale utile ai fini della liquidazione nell’intera misura prevista dagli stessi articoli.

Fedir Sanità sta dunque scrivendo a tutte le Aziende Sanitarie  d'Italia per chiedere che adeguino i propri comportamenti a quanto ormai certificato anche dall'ARAN (vedi lettera allegata   ).

La prossima battaglia (appena si riaprirà la stagione contrattuale) sarà esigere l'attuazione della dichiarazione congiunta del CCNL 3/11/2005 sul calcolo nel trattamento di fine servizio di tutta la variabile aziendale derivante dalla graduazione dell'incarico, al pari di quanto avviene da sempre per tutta la restante dirigenza pubblica e finora impedita in Sanità da una giurisprudenza (datata ma consolidata) della Cassazione negativa che porta solo in Sanità (e specialmente la dirigenza PTA) a percepire una liquidazione pari alla metà di quanto dovrebbe essere.

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