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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

AUTONOMIA DELLA DIRIGENZA DALLA POLITICA PROBLEMA ANCORA IRRISOLTO

La Riforma Madia è ormai legge dal 28 agosto scorso.

La legge delega dovrà ora trovare attuazione nei decreti delegati.

La legge delega non ha affatto risolto, al momento, il porblema dei problemi: l'autonomia vera della dirigenza strutturata dalla politica.

Anzi: con la riforma Madia la situazione appare peggiorata.

Fedir Sanità ha chiesto dunque al governo come si pensa che il dirigente possa dire alla poltica quei no che la Ministra Madia, all'indomani dell'approvazione della Riforma, si auspica.

Leggi la nota       e l'articolo pubblicato su Quotidiano Sanità:

Riforma PA. Fedir Sanità: “Ancora non risolta la separazione tra politica e amministrazione”

Per la Federazione dei Dirigenti e dei Direttivi della Sanità tutte le importanti novità vengono “tutte rese vane da quell’unica, peculiare e incostituzionale previsione secondo cui l’attribuzione dell’incarico dirigenziale è una mera ‘possibilità’ e non invece un obbligo quantomeno rispetto agli incarichi disponibili”. 

07 SET - La riforma della Pubblica amministrazione, entrata in vigore lo scorso 28 agosto, “ha introdotto importanti novità, soprattutto in materia di dirigenza pubblica”. Tuttavia, “le pur positive innovazioni vengono rese vane da quell’unica, peculiare ed incostituzionale previsione secondo cui l’attribuzione dell’incarico dirigenziale è una mera ‘possibilità’ e non invece un obbligo quantomeno rispetto agli incarichi disponibili”. E’ la posizione espressa dallaFederazione dei Dirigenti e dei Direttivi della Sanità (Fedir Sanità).

“Sono stati istituiti infatti 3 ruoli –osserva Fedir Sanità - in cui verranno collocati fra i quali (art. 11 comma 1 punto a punto 2) il ruolo della dirigenza regionale, in cui confluiranno per il Ssn i soli dirigenti amministrativi e tecnico/professionali mentre la dirigenza medica e sanitaria, a cui è stato confermato lo status specifico di cui all’art. 15 dec leg.vo 502/92, ne resta escluso”.

Viene giudicato positivamente il punto che prevede per legge anche per la dirigenza tecnico/amministrativa del Ssn la selezione pubblica e comparata (avviso) per l’attribuzione degli incarichi apicali (strutture complesse e dipartimenti/aree di coordinamento) e la pubblicità con congruo preavviso degli incarichi disponibili. “Fino ad oggi, infatti, per la sola dirigenza dei ruoli PTA del SSN la procedura di assegnazione degli incarichi più delicati ed importanti (disciplinata dall’art. 29 del CCNL 8/6/2000) consentiva la scelta diretta (e senza alcun obbligo di comunicazione degli incarichi disponibili) del Direttore Generale, contrariamente alla procedura concorsuale pubblica e nazionale prevista invece per i medici ed i sanitari dal DPR 484/97”.

 


Per Fedir Sanità, però, nel complesso “le pur positive innovazioni contenute dalla legge 124/2015 in materia di dirigenza (fissazione preventiva dei requisiti e competenze richiesti per la copertura degli incarichi, procedure selettive, omogeizzazione dei trattamenti economici nell’ambito dei ruoli dirigenziali, maggiore formazione e valutazione) vengono tutte rese vane da quell’unica, peculiare ed, ad avviso di Fedir Sanità, incostituzionale previsione (punto g) secondo cui l’attribuzione dell’incarico dirigenziale è una mera ‘possibilità’ e non invece un obbligo quantomeno rispetto agli incarichi disponibili. Questo conferisce all’organo di indirizzo politico amministrativo una discrezionalità assoluta che sicuramente mal si concilia con la previsione del successivo art 17 punto t) secondo il quale i decreti delegati dovranno attuare il “rafforzamento del principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione e del conseguente regime di responsabilità dei dirigenti, attraverso l'esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l'attività gestionale”.

Proprio rispetto a tale ultima norma “non possono allora non colpire le dichiarazioni del ministro Madia all’indomani dell’approvazione della riforma secondo le quali “sulla dirigenza l’obiettivo della legge è rafforzare una dirigenza di ruolo, competente, ben selezionata, che abbia gli strumenti per attuare le politiche, ma anche per dire qualche ‘no’ alla politica”. Se infatti il dirigente “a buon ragione – si domanda infine Fedir Sanità - dice no a quello stesso organo che può poi a sua totale ed insindacabile discrezione attribuirgli o non attribuirgli l’incarico, come è prevedibile che si comporterà il nostro povero dirigente?”.
 

07 settembre 2015

 

 

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