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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

FEDIR SANITA' IMPUGNA LA RATEIZZAZIONE DELLA LIQUIDAZIONE

Fedir Sanità ha dato mandato alla Confederazione di riferimento (COSMED) di intraprender azioni giudiziarie mirate ad annullare le vigenti disposizioni che dilazionano anche fino a quattro anni, a seconda del motivo della cessazione dal servizio,  il pagamento della liquidazione (TFS/IPS/TFR).
 
La rateizzazione è un altro vero e proprio scippo  che lo Stato ha fatto ai propri creditori. Di fatto un prestito a tasso zero. 
 
Allo stato attuale, infatti, i tempi di pagamento, per coloro che maturano il diritto a pensione o cessano dal 2014, sono i seguenti:
 
—Fino a 50.000 euro:
-Entro 105 giorni per decesso o inabilità
-Non prima di 12 mesi per limite massimo di età o servizio
-Non prima di 24 mesi per destituzione o dimissioni volontarie
—Da 50.000 a 100.000 euro
-Entro 15 mesi e mezzo per decesso o inabilità
-Non prima di 24 mesi per limite massimo di età o servizio
-Non prima di 36 mesi per destituzione o dimissioni volontarie
—Oltre  100.000 euro
-Entro 27 mesi e mezzo per decesso o inabilità
-Non prima di 36 mesi per limite massimo di età o servizio
-Non prima di 48 mesi per destituzione o dimissioni volontarie
 
Per requisiti maturati dal 2012 al 2013 restano gli scaglioni 90.000/150.000 euro e i tempi sono inferiori di 6 mesi per i raggiunti limiti di età o servizio.  
Per i requisiti maturati fino al 12/8/2011 valgono i  tempi ante legge 148/2011.
Lo scopo è la dichiarazione di incostituzionalità delle norme.

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