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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

IL FURTO DEGLI ANNI RISCATTATI

Diciamocelo chiaro: l'idea di Lega e Pdl di rendere nulli ai fini dell'anzianità utile per andare in pensione gli anni riscattati è un vero e proprio furto da parte dello Stato.
E' una vera e propria doccia fredda per coloro che maturerebbero  i 40 anni di contributi a partire dal 2012.
Eppure gli anni di studio sono stati pagati e dal 1987 in poi sono stati pagati profumatamente.
Fra Stato e lavoratore è stato stipulato un contratto vero e proprio nel quale la prestazione è costituita dalla valutazione degli anni di studio (ma anche della aspettative non retribuite per motivi familiari,
personali, di studio etc) ai fini dell'anzianità utile per andare in pensione mentre  la controprestazione è il pagamento da parte del lavoratore dei contributi non versati per tali periodi.
Oggi uno dei contraenti (lo Stato) fa carta straccia di quel contratto.
Letteralmente carta straccia perchè il contentino che quegli anni sono utili ai fini del calcolo della pensione è una bufala, soprattutto per chi è nel sistema retributivo ma anche per chi, nel sistema misto, ha svolto gli studi prima del 1996.
Infatti per costoro il calcolo della pensione (o della quota di pensione relativa agli anni fino al 1995) viene fatta sull'ultimo stipendio percepito e quindi a nulla gli valgono quei contributi versati in sede di
riscatto.
Per costoro, (che ad oggi nel pubblico impiego sono la stragrande maggioranza visto che dal 1996 le assunzioni sono diventate una vera rarità) quindi il furto è totale.
E soprattutto in Sanità, dove la stragrande maggioranza dei laureati sono medici con in media 10 anni di riscatto (6 anni di laurea e 4 di specializzazione), che di colpo si vedono allungare il momento della
pensione di un decennio.
E che dire poi della strenua lotta fatta da Brunetta per i pensionamenti d'ufficio con 40 anni (di contribuzione e non di servizio effettivo). Oggi quella norma è di fatto cancellata, ma nel frattempo è stata licenziata gente che non voleva andar via e fiumi di inchiostro sono scorsi da parte del legislatore e dei giudici per accontentare Brunetta Siamo di fronte ad una classe politica che produce norme schizofreniche, contraddittorie, vessatorie, distruttive delle nostre (ma non delle loro) vite e soprattutto di quelle dei nostri figli,  che con questa ulteriore norma non entreranno mai nel già impossibile mondo del lavoro e quand'anche ci riuscissero (non si sa bene a quanti anni) non andranno mai in pensione o se riusciranno ad andarci potranno contare su un misero 35% del loro ultimo stipendio e nessuna pensione integrativa.
Siamo proprio sicuri che non si può fare niente di meglio?

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