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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

ILLEGITTIMO IL PENSIONAMENTO D'UFFICIO SENZA CRITERI PREVENTIVI

Ormai è giurisprudenza pacifica.

Per poter legittimamente mandare a casa contro la sua volontà il dipendente pubblico con 40 anni di anzianità occorre aver preventivamente stabilito attraverso specifica regolamentazione i casi ed i criteri a cui applicare il recesso unilaterale.

Pubblichiamo la sentenza del Tribunale di Brindisi, ultima solo in ordine di tempo TRIBUNALE BRINDISI N° 1969 dell'11/5/2011.

Ed il governo cerca di correre ai ripari proponendo in Parlamento, nell'ambito della riforma correttiva del dec. leg.vo 150/2009, la modifica dell'art. 32 comma 1 con l'introduzione di un  comma 1 bis che stabilisce la non necessità della motivazione del singolo recesso solo qualora l'amministrazione abbia preventivamente determinato in via generale specifici criteri applicativi dello stesso con atto generale di organizzazione interna sottoposto al visto degli organi di controllo (Schema di DDL governativo  n° 364 del 13/5/2011 sottoposto al parere del Senato)

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