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Ultimissima di Fedir

LE PENSIONI DOPO LA LEGGE DI BILANCIO 2024

Cosmed, Confederazione di appartenenza di Fedir, ha focalizzato  i punti di criticità che ad oggi presenta il  sistema previdenziale (pensionistico e relativo al trattamento di fine servizio) dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.
Il lavoro è propedeutico alla individuazione delle opportune iniziative politiche ma anche giudiziarie rivolte a verificare la correttezza e legittimità delle novità normative degli ultimi tempi  che di fatto hanno cambiato totalmente rendimenti e godimento di tali trattamenti realizzando notevoli perdite economiche e disparità di trattamento (fra varie categorie di dipendenti pubblici e fra dipendenti pubblici e privati).
Una su tutte il differimento dei tempi di pagamento della liquidazione, sui quali dopo due sentenze della Corte Costituzionale che invitano il governo ad intervenire, in Parlamento giace - ignorato - un disegno di legge per ridisciplinare la materia mentre INPS beffardamente ha messo in piedi un sistema di anticipo (dietro pagamento) per dare a ciascuno ciò che già è di sua  proprietà.  Inevitabile sarà dunque chiedere nuovamente alla Corte Costituzionale che finalmente dichiari per espresso l'incostituzionalità della norma e la cancelli del tutto, cosa che tramite Cosmed Fedir si accinge a fare quanto prima.
L'intervento, sempre tramite Cosmed in quanto gli interessi dei molti che la confederazione può rappresentare da più forza anche alle nostre iniziative, sara diretto a verificare se non ci siano disparità di trattamento nelle modalità del taglio operato dalla legge di bilancio 2024 nei rendimenti pensionistici degli anni di contribuzione gia maturati nel sistema retributivo.
Leggi a questo link il documento elaborato da Cosmed sul dossier pensioni. 

CONTRATTO NAZIONALE AL VIA

I motori per la ripresa della contrattazione collettiva nazionale  nel pubblico impiego si scaldano.

Martedì 13 ottobre alle ore 15 le Confederazioni Sindacali si vedranno in Via del Corso con l'ARAN per aprire la sessione negoziale per la definizione dei Comparti e delle Aree dirigenziali di contrattazione.

Senza tale definizione, infatti, non è possibile procedere ad avviare i contratti in nessun settore del pubblico impiego.

Si ricorderà che con il dec leg.vo 150/2009 Brunetta stabili che i Comparti ed Aree di contrattazione dovessero scendere dagli attuali (più di dieci) a soli 4 comparti.

In tutti questi anni, complice il blocco quinquennale della contrattazione nazionale, non è stato mai possibile trovare un accordo fra Sindacati ed ARAN sulla composizione a causa della netta ostilità delle Confederazioni Sindacali a far confluire in un'unica area dirigenziale il personale delle Regioni e tutto (medici, sanitari non medici e PTA) il personale della Sanità.

Oggi si inserisce in questo contesto la riforma Madia, che ha istituito con l'art. 11 della legge 124/2015 per la dirigenza pubblica tre ruoli (Stato, Regioni ed Enti locali) lasciando per il momento fuori  la dirigenza sanitaria del SSN e la dirigenza scolastica.

Pertanto fondamentale sarà capire martedì prossimo quali scenari si aprono rispetto al CCNQ di definizione di Aree e Comparti.

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